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EUROPEAN PENOLOGICAL CENTER
MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO
MATERIALI PER LA RICERCA

dirittopenitenziarioecostituzione.it

    Roma3

    Presentazione

    CENTRO DI RICERCA
    DIRITTO PENITENZIARIO E COSTITUZIONE
    EUROPEAN PENOLOGICAL CENTER

    English version below

    È costituito, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre, il Centro di ricerca “Diritto Penitenziario e Costituzione – European Penological Center”, in attuazione del Progetto di sviluppo per il Dipartimento universitario di Eccellenza e dell’Accordo quadro tra Comune di Ventotene, Università degli Studi Roma Tre e Commissario Straordinario del Governo per il progetto di recupero e valorizzazione dell’ex carcere borbonico dell’Isola di Santo Stefano-Ventotene, nonché in stretta connessione con l’esperienza di formazione e di ricerca maturata nell’ambito del Master di II livello in “Diritto penitenziario e Costituzione”, attivato dall’anno accademico 2013/2014.

    La sede di rappresentanza, previo accordo con il Comune del luogo, sarà presso Ventotene-Santo Stefano, ove si terrà, a cadenza almeno biennale, il Convegno del Centro.

    Lo scopo del Centro consiste nel promuovere la ricerca e la formazione, in una dimensione internazionale, sui temi connessi all’esecuzione penale, privilegiando gli aspetti costituzionalistici e contribuendo alla valorizzazione dei luoghi della memoria carceraria, che hanno segnato la storia della penalità. Particolare attenzione sarà dedicata all’analisi delle concrete modalità di gestione dell’esecuzione penale e alle pratiche inclusive nella prospettiva del reinserimento sociale, anche con studi sulle loro conseguenze rispetto alla riduzione del rischio di ricaduta nel reato del singolo condannato (c.d. tasso di recidiva).

    2. Il contesto

    Il Centro nasce all’esito di un’esperienza pluriennale maturata presso l’Università Roma Tre sui temi dell’esecuzione della pena, proposta attraverso diverse iniziative, coordinate dal Prof. Marco Ruotolo, che formano, propriamente, una filiera di azioni formative, informative, culturali tra loro interconnesse e pensate unitariamente in modo strategico. La formazione dei propri studenti, l’informazione legale per i detenuti, la valorizzazione dei progetti di teatro carcerario, la promozione dell’attività sportiva che vede insieme studenti e detenuti, l’istruzione universitaria in carcere sono tasselli di un unico mosaico che si propone la piena attuazione del dettato costituzionale, che considera la pena nella prospettiva del reinserimento nella società.

    In particolare, dal 2014 il Dipartimento di Giurisprudenza offre un servizio di informazione legale per persone detenute con la “Prison Law Clinic”, che è parte del corso “Diritti dei detenuti e Costituzione-Sportello legale nelle carceri”. Agli sportelli d’informazione, operanti presso gli istituti di Regina Coeli e di Rebibbia femminile, partecipano, oltre che studenti iscritti al predetto corso, laureandi, laureati, dottorandi, dottori di ricerca in materie giuridiche e avvocati in qualità di tutor. È un’attività che rientra nella più ampia offerta del Dipartimento di Giurisprudenza, il c.d. Learning by Doing, volta a fornire agli studenti competenze pratiche e abilità che integrino la formazione teorica. Agli sportelli della clinica legale, attivi tutto l’anno, hanno partecipato, ad oggi, oltre 100 studenti. Oltre 1000 sono stati i colloqui effettuati con i detenuti. Gli studenti entrano settimanalmente negli Istituti con i tutor. A seguire si tiene in Ateneo una riunione di back-office per esaminare i casi (relativi, tra gli altri, a trasferimenti, salute e benefici penitenziari), al cui esito si restituiscono informazioni puntuali ai richiedenti, pur senza entrare nel merito delle vicende penali o processuali (così evitando una consulenza in competizione con la difesa privata). La riconosciuta rilevanza dell’attività ha portato a qualificare gli Sportelli della Clinica quali articolazioni territoriali dell’Ufficio del Garante delle persone detenute della Regione Lazio, come da Protocollo di intesa tra il predetto Ufficio e il Dipartimento di Giurisprudenza (2019).

    La formazione specialistica acquisita con la clinica legale può trovare una sua naturale prosecuzione nel Master di II livello in “Diritto penitenziario e Costituzione” (istituito nel 2013/2014, ha avuto sinora oltre 350 iscritti), svolto in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e l’Unione Camere Penali Italiane e, per quanto concerne le attività di stage, con il Garante nazionale delle persone private della libertà e il Tribunale di sorveglianza di Roma. Il Master, ormai giunto alla nona edizione, rappresenta luogo qualificato di formazione e di ricerca, nel quale convergono le riflessioni e le esperienze di professionisti e accademici (personale dell’amministrazione penitenziaria, avvocati, magistrati e ricercatori universitari). Significativa è l’attività di ricerca, sviluppata anche a livello internazionale, che ruota attorno alle descritte attività (nel 2015 è stato tra l’altro costituito un gruppo di ricerca interuniversitario con l’Ateneo Pompeu Fabra di Barcellona) e che trova riscontro anche in una collana editoriale che già annovera 11 pubblicazioni ad opera di cultori di diverse discipline.

    Particolare sviluppo hanno avuto le iniziative sulle attività teatrali in carcere, trovando spazio nella programmazione del Teatro Palladium e formando oggetto di specifica attività di ricerca in virtù di un Protocollo con il DAP. L’Ateneo ha anche patrocinato la polisportiva Atletico Diritti, che comprende una squadra di calcio composta da studenti universitari, migranti e detenuti, che, dall’anno 2014-2015, è iscritta al Campionato di Terza Categoria, nonché squadre di calcetto (Rebibbia femminile), cricket, basket e ping pong (quest’ultima presso l’istituto di Rebibbia Reclusione).

    Infine, dal 2012, prima con un Protocollo siglato con il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio e poi con una Convenzione sottoscritta anche dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, è stato profuso un costante impegno per agevolare lo studio delle persone ristrette, favorendone l’accesso all’Università. L’incentivo iniziale, consistente nell’esonero dal pagamento dei contributi universitari, ha sicuramente avuto riscontri importanti, agevolati anche da una efficiente organizzazione delle attività, resa possibile dall’adozione di un Regolamento di Ateneo per gli studenti sottoposti a misure restrittive della libertà personale, che prevede alcune importanti “semplificazioni burocratiche”, tra l’altro per l’iscrizione ai corsi universitari, per la prenotazione degli esami, per lo svolgimento delle prove, per l’ingresso di docenti e tutor negli Istituti del Lazio. Un’originale formula di tutoraggio a favore di tali studenti è stata sperimentata con successo dal Dipartimento di Giurisprudenza attraverso l’impegno di propri studenti “senior”, che, in base a specifica Convenzione con l’Istituto di Rebibbia Nuovo Complesso, vi si recano ogni settimana per offrire aiuto ai detenuti iscritti ai corsi di laurea in Giurisprudenza. L’esito è stato molto positivo e l’attività si è ampliata agli altri corsi di laurea. Gli studenti detenuti attualmente iscritti ai corsi dell’Ateneo sono oltre 50, distribuiti in 18 Corsi di Laurea Triennale e Magistrale. Oltre agli iscritti detenuti in ben 10 diversi istituti del Lazio, vi sono due persone ospitate nelle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza di Palombara Sabina e Subiaco. Roma Tre, pertanto, è uno dei primi Atenei italiani per numero di studenti detenuti iscritti ed è parte attiva, nonché co-fondatrice, della Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari, istituita presso la CRUI (2018).

    3. Le ricerche

    Il Centro promuove e realizza ricerche sui temi dell’esecuzione penale sia in prospettiva storica sia con riguardo a problematiche attuali di stringente attualità non soltanto per il sistema italiano.

    Il Centro intende, anzitutto, offrire il suo contributo per la valorizzazione dei luoghi della memoria carceraria, nella convinzione che la conoscenza storica sia di estrema importanza per indagare il presente e per guardare al futuro. Un ambito di sicuro interesse sarà quello dello studio dell’esperienza dell’Ergastolo di Santo Stefano, non solo quale luogo della memoria del dolore ma anche come sede di un tentativo di modernizzazione della gestione dell’esecuzione penale, senz’altro portato avanti nel periodo 1952-1960 dal direttore Eugenio Perucatti. Un luogo di alti pensieri, come lo definiva lo stesso Perucatti, che diverrà sede di una riflessione interdisciplinare e internazionale sulle problematiche attuali della pena, sul suo stesso senso, nella prospettiva della auspicabile ricostruzione del legame sociale, la cui lacerazione è conseguenza della commissione del fatto di reato.

    Le prime ricerche che saranno avviate sulle problematiche di attualità interesseranno le seguenti aree: a) gestione dell’esecuzione della pena e limitazione all’esercizio dei diritti; b) carcere e diseguaglianze; c) strategie per la riduzione del tasso di recidiva; d) analisi del ruolo degli NPM in Europa.

    Gli approfondimenti riguarderanno:

    a) le modalità di gestione dell’esecuzione penale, con particolare attenzione all’organizzazione in circuiti e allo studio delle limitazioni all’esercizio dei diritti che possano dirsi giustificate in ragione del perseguimento delle esigenze di sicurezza connesse alle diverse situazioni considerate; si tratterà di esaminare non solo il dato normativo, alla luce delle chiare indicazioni che provengono dalla giurisprudenza costituzionale ed europea, ma anche le prassi seguite nelle diverse realtà, con attenzione agli atti amministrativi (circolari, regolamenti, ecc.) che orientano la concreta azione degli operatori;

    b) le pratiche inclusive realizzate nel corso e all’esito dell’espiazione della pena nella prospettiva del reinserimento sociale e le possibili conseguenze rispetto al rischio di ricaduta nel reato del singolo condannato; tale studio comprenderà l’individuazione di buone prassi in ambito europeo e sarà preferibilmente condotto in collaborazione con l’NPM Observatory; si renderà necessario compiere, in via preliminare, un attento studio sulla composizione della popolazione penitenziaria (chi sta in carcere e per quali reati) per verificare quali siano i soggetti (le categorie) maggiormente colpite dagli interventi repressivi dello Stato; a tale analisi non potrà che accompagnarsi uno studio sulle politiche sociali, per verificare se l’incremento o il decremento degli interventi a favore dei soggetti (delle categorie) più deboli abbia o meno effetti sulla concreta attuazione della repressione penale (speciale focus interesserà il trattamento delle minoranze in ambito penitenziario e la detenzione femminile). Si tratta di prospettive di indagine senz’altro diverse i cui risultati si prestano però ad essere intrecciati, se è vero, come molti sostengono, che a “meno Stato sociale”, a minor interventismo economico, corrisponde “più Stato poliziesco e penale” e se è vero, come dimostrano i dati, che ove si investe in lavoro e formazione, specie attraverso un più ampio ricorso alle misure alternative nel corso della esecuzione della pena, le percentuali di recidiva scendono significativamente (in Italia, 19% a fronte di un 68% che riguarda i detenuti che non ne hanno usufruito).

    c) uno specifico studio sulla recidiva, con un’analisi empirica sulle più efficaci strategie che rendano possibile la riduzione del relativo tasso, alla luce delle risultanze degli approfondimenti di cui ai punti a) e b).

    d) l’analisi del ruolo degli NPM in Europa, preferibilmente condotta in collaborazione con il Garante italiano dei diritti delle persone private della libertà personale. Tale aspetto costituirà oggetto di specifico progetto formativo e di ricerca, che potrà essere esteso anche alle altre forme di privazione della libertà personale, con particolare riguardo al trattamento del disagio psichico e all’impiego della contenzione in ambiente “non sanitario” (fenomeno che necessita di puntuale monitoraggio a livello non soltanto nazionale).

    4. Le fonti di finanziamento

     

    Il Centro svolgerà le proprie attività sia ricorrendo a finanziamenti interni (da parte dell’Ateneo e del Dipartimento) sia partecipando a progetti di ricerca nazionali e internazionali. Specifici studi potranno essere condotti in collaborazione con istituzioni pubbliche o private che condividano gli scopi del Centro, mostrando interesse al finanziamento delle relative attività.

    Roma, 13 giugno 2021

    EUROPEAN PENOLOGICAL CENTER
    (english version)

    1. Brief Description

    The Research Center “Diritto Penitenziario e Costituzione – European Penological Center” is established at the Department of Law of the University of Roma Tre, in the context of the implementation of the Development Project for the University Department of Excellence and of the Framework Agreement between the Municipality of Ventotene, the University of Roma Tre and the Special Commissioner of the Government in charge of the recovery of the former Bourbon prison on the island of Santo Stefano. Closely related to the Research Center is the learning and research experience acquired as part of the post-graduate program “Penitentiary and Constitutional Law,” active since the academic year 2013/2014.

    Upon agreement with the local Municipality, the representative office of the Center will be located at Ventotene-Santo Stefano, where the Conference of the Center will be held at least every two years.

    The main aim of the Center is to promote, in an international dimension, research and education on issues related to the execution of sentences, by focusing on its aspects and by contributing to the promotion of the memory of those places that marked penological history. Special emphasis will be devoted to the analysis of the management of sentences’ execution and on inclusive practices aimed at social reintegration, focusing in particular on their impact on the reduction of the risk of recidivism of sentenced persons (so-called recidivism rates).

    1. The Context

    The Center builds upon the University of Roma Tre solid expertise on the execution of sentences, acquired through several initiatives coordinated by Prof. Marco Ruotolo. These initiatives represent a strategic network of interconnected training, information and cultural activities. Teaching activities are accompanied by the offering of legal advices to detainees, the promotion of theater events in prison as well as of sporting activities both for students and detainees: these initiatives are all meant as pieces of the same mosaic aiming at ensuring the full implementation of the Italian Constitution, which looks at the sentence from a social reintegration perspective.

    In particular, the Department of Law has been offering since 2014 legal assistance to detainees through the “Prison Law Clinic,” which is part of the course “Prisoners’ Rights and Constitution – Legal Support Helpdesk in Prisons.” The support helpdesks – operating at Regina Coeli and Rebibbia female prison – engage students, graduates, PhD students, Post-Doctoral researchers and lawyers acting as tutors. Legal Clinics are part of the Learning by Doing project of the Department of Law. The intent is to train students not only from a theoretical point of view, but also to develop practical skills and abilities. As to the “Prison Law Clinic” in particular, it has involved more than 100 students in more than 1,000 individual interviews with detainees. Once a week, students and tutors visit penitentiary facilities; cases (concerning e.g., transfers, health and benefits) are further discussed in back-office meetings at the University; afterwards, students provide a feedback to detainees.

    The Ombudsman for Prisoners’ Rights of the Lazio region (Garante Diritti Detenuti – Regione Lazio) recognized the importance of the aforesaid activities and, through a Memorandum of Understanding with the Department of Law (2019), it acknowledged the Clinic’s Helpdesks as a territorial branch of its office.

    The post-graduate program “Penitentiary and Constitutional Law” is the natural continuation of the specialist training gained through the Legal Clinic. The LLM was established in 2013 and counts more than 350 students so far. It is carried out in cooperation with the Department of the Penitentiary Administration (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – DAP), the Department for Juvenile Justice (Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità) and the Union of Italian Criminal Chambers (Unione Camere Penali Italiane); its students intern at the National Guarantor for the Rights of Persons Detained or Deprived of Liberty (Garante nazionale delle persone private della libertà) and at the Surveillance Court of Rome (Tribunale di sorveglianza di Roma).

    The LLM, currently in its 9th edition, represents a perfect place for training and research, bringing together the experiences of academics and legal practitioners (prisons administration, lawyers, judges and researchers). The LLM is also a place where research flourishes: inter alia, an interuniversity research group was established in 2015 with the University Pompeu Fabra in Barcelona and a series on prison law published by Editorial Scientifica was launched (so far 11 publications by experts in different research fields have been published).  

    Theater activities in prisons have thrived. Plays have also been held at the Roma Tre Palladium Theater. These activities have been specifically researched in the context of a Protocol with the Department of the Penitentiary Administration. The University of Roma Tre has also sponsored the sports center Atletico Diritti, boasting a football team of students, migrants and detainees enrolled in the Terza Categoria league system since 2014-2015 as well as a foosball team (Rebibbia female prison), cricket, basketball and ping-pong (at the Rebibbia Reclusione institute).

    Furthermore, through a Protocol signed with the Ombudsman for Prisoners’ Rights of the Lazio region and an Agreement with the Regional Department of Penitentiary Administration, a constant effort has been made since 2012 to make it easier for prisoners to study and access university. This included the offering of whole university fees exemption, a measure which produced quite positive results. In addition, the adoption of a university regulation for students who are subject to measures limiting their liberty allowed for a more efficient organization of activities and a simplification of bureaucratic procedures to enroll in university, sit for the exams and tutoring inside detention facilities of the Lazio region. Notably, on the basis of an agreement with the Istituto di Rebibbia Nuovo Complesso, the Department of Law successfully piloted an original tutoring model with its senior students visiting the facility on a weekly basis to provide assistance to the prisoners enrolled in the degree programs in Law. The initiative had a very positive outcome, so much so that it was extended to the other degree programs. The University of Roma Tre counts more than 50 students enrolled in 18 different Bachelor and Master Degree programs detained in 10 different penitentiary institutes of the Lazio region and two people at the Residences for the enforcement of security measures of Palombara Sabina and Subiaco. Roma Tre is thus one of the first universities in terms of enrolled detained students and is an active member – as well as co-founder – of the Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari, established within the Conference of Italian University Rectors (CRUI) in 2018.

    1. Research Activities

    The Center promotes and carries out research on the execution of sentences both from a historical perspective and with regard to current issues of pressing concern.

    First, the Center intends to offer its contribution to promote historical sites, in the belief that historical knowledge and memory play a pivotal role in understanding the present and designing the future. An area of considerable interest will be the study of the experience of the Prison of Santo Stefano, not only as a place of memory and pain but also as an attempt to modernize the management of criminal execution, whose practice was advanced by the director of Santo Stefano Eugenio Perucatti between 1952 and 1960.

    Second, Santo Stefano is a place of elevated thoughts, to use Perucatti’s own words, and indeed it is in Santo Stefano that the Center will conduct an interdisciplinary and international reflection on current problems regarding the execution of sentences and on the rationale of sentencing, with the aim to promote social reintegration.

    Initial research will be carried out in the following fields: a) management of the execution of sentences and restrictions/limitations on the exercise of rights; b) prison and inequalities; c) risk reduction strategies for recidivism; d) analysis of the role of NPMs in Europe.

    More specifically, studies will be conducted on:

    1. the management methods for the execution of sentences, including but not limited to a reflection on the organization of circuits inside detention facilities, or on the restrictions on the exercise of rights. This will require to examine not only the legal framework, as interpreted by constitutional and European jurisdictions, but also soft instruments, including the administrative acts (circulars, regulations, etc.), orienting prison staff.
    2. the inclusive practices implemented during and after execution, with a view to facilitating social reintegration and reducing the risk of recidivism. The Center aims to identify good practices, also in a European perspective; this activity will be conducted in cooperation with the NPM Observatory. First, an in-depth analysis of prison population (who is in prison and for what crimes) will be necessary to verify which subjects (categories) are most affected by the repressive interventions of the State. Second, a study on social policies will be conducted to assess whether the increase or decrease of interventions in favor of the weakest categories of subjects has any effect on criminal repression (special attention will be paid to the treatment of minorities and women in prisons). These are certainly two different perspectives, although the results of mentioned studies may be reconciled, especially if it is true that, as many have claimed, “less welfare State,” less economic interventionism, corresponds to “more penal and police State” and if, as statistics show, more investments in employment and training – through greater recourse to alternative measures – correspond to a drastic reduction in recidivism rates (in Italy, 19% compared to 68% of prisoners who did not benefit from them).
    3. a specific study on recidivism, with an empirical analysis of the most effective risk reduction strategies in the light of the findings referred to in points a) and b).
    4. the analysis of the role of NPMs in Europe, conducted in cooperation with the National Guarantor for the Rights of Persons Detained or Deprived of Liberty. Such topic will be the subject of a specific training and research project, which may also be extended to the other forms of deprivation of liberty particularly with regard to the treatment of mental distress and the use of instruments of restraint in non-healthcare settings (this latter phenomenon requires precise monitoring not only at the national level).
    1. Funding Sources

    The Center will perform its activities both by using internal funding (provided by the University and the Department) and by taking part in national and international research projects. Specific studies will be conducted in cooperation with public and private institutions that share the Center’s objectives and that are willing to fund the related activities.


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