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Pubblichiamo la pronuncia della United States District Court Southern District of New York del 27 marzo 2020 in ordine alla richiesta di rilascio immediato di alcuni detenuti migranti reclusi nell’“Immigration and Customs Enforcement” (ICE).

In considerazione del complesso quadro clinico (malattie cardiovascolari, diabete, patologie renali croniche etc.), che li collocano in categorie ad alto rischio rispetto al COVID-19, i richiedenti affermano di dover affrontare un rischio medico “straordinariamente grave” a causa della pandemia attualmente in corso. Il pericolo di un aggravarsi delle loro condizioni di salute sarebbe, dunque, amplificato dalla particolare condizione di “comorbilità” che li rende più esposti alle gravi conseguenze derivanti dal COVID-19 (vengono richiamati sul punto i dati forniti dall’esperienza cinese circa la maggiore incidenza del virus sulle persone già affette da precedenti patologie).

Il rischio risulta altresì accentuato dalla circostanza che, in due dei tre istituti che ospitano i richiedenti, sono stati confermati casi di COVID-19 e le autorità non hanno intrapreso azioni adeguate per isolare i detenuti ad alto rischio attraverso l’adozione di regole di igiene speciali o di adeguati protocolli di sicurezza volti, ad esempio, a testare eventuali positività al virus dei nuovi ingressi.

La Corte concede l’immediato rilascio: i richiedenti soffrono “di condizioni mediche che li rendono particolarmente vulnerabili, essendo esposti a una malattia grave o a decesso qualora fossero infettati da COVID-19”. I giudici sottolineano altresì come la vulnerabilità sia accentuata dalla condizione di detenzione: i contesti carcerari e la convivenza forzata con più persone rappresentano un pericolo “significativamente più alto” di diffusione di malattie infettive, come il COVID-19, anche in ragione delle difficoltà di un adeguato distanziamento tra i detenuti e tra questi e gli operatori.

Ai fini della concessione del rilascio i giudici ricordano altresì che i richiedenti non risultano socialmente pericolosi e non sussiste un concreto pericolo di fuga; per questo motivo l’interesse pubblico è rappresentato dalla necessità di apprestare tutela alle condizioni di salute attraverso la concessione dell’immediato rilascio temporaneo.

Silvia Talini

 

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